I
Il mestiere di Grande Remise
La Grande Remise è un mestiere antico, quello delle vetture di riguardo e degli uomini che le custodivano. La Maison Vehira ne perpetua l'esigenza: qui uno chauffeur non guida, serve.
Lo chauffeur di Grande Remise si distingue dal conducente come il maître si distingue dal cameriere. Guidare è soltanto la parte visibile del suo mestiere. Il resto — la puntualità senza richiamo, la memoria delle abitudini, il portamento, il riserbo — è ciò che fa, in verità, la qualità di un equipaggio.
La Maison sceglie i suoi chauffeur a uno a uno. Non assume sulla sola patente né sulla sola esperienza, ma su quella rara disposizione a tenersi al servizio di altri senza mai perdervisi.
II
Ciò che la Maison esige
Le quattro virtù dell'equipaggio
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La guida morbida
Una vettura che non si fa mai sentire, né nelle accelerazioni né nelle curve
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La conoscenza del territorio
Le corniche, le scorciatoie, gli ingressi discreti dei palace, l'ora in cui la strada si libera
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Il senso del protocollo
I codici del servizio all'élite, appresi accanto ai palace e alle grandi case
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Il giusto silenzio
Parlare quando lo si attende, e tacere il resto del tempo
III
La formazione
Prima di mettersi al volante per la Maison, lo chauffeur impara il territorio. Non la mappa — quella la conosce ogni navigatore — ma il paese stesso: l'ora in cui la corniche bassa si ingolfa, il parcheggio discreto dietro il palace, la villa il cui viale tollera una sola manovra, la banchina dove si lascia senza ostacolare le passerelle.
Apprende poi i codici. Come aprire una portiera, quando scendere e quando restare, dove tenersi durante l'attesa, come salutare senza imporsi. Questi gesti, che non si improvvisano, si trasmettono alla maniera delle case — con l'esempio, e con la paziente correzione.
IV
La tenuta e la discrezione
L'equipaggio indossa un abito scuro, sobrio, senza ostentazione. La tenuta non è una divisa: è un modo di scomparire nel decoro dei palace e delle ville, di esservi al proprio posto senza mai occuparlo.
La discrezione, infine, è la virtù cardinale dell'equipaggio. Ciò che lo chauffeur vede, non lo riferisce. Ciò che ode, lo dimentica. I nomi, gli indirizzi, le presenze a bordo appartengono solo a chi li vive. È a questa condizione soltanto che una casa merita la fiducia dell'élite.
Il buono chauffeur si nota solo per la sua assenza di difetto.
L'equipaggio e la flotta sono le due metà di una stessa cura: uomini tenuti, vetture tenute.